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L'indagine svolta negli ultimi giorni di agosto da Federalberghi sull'andamento del turismo italiano ha dipinto uno scenario a tinte fosche, che ha provocato commenti amari da parte degli addetti ai lavori e del Presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca.
Tuttavia, lo stesso Bocca esorta a non lasciarsi abbattere e, invece, a ripartire proprio dai risultati dell'indagine per trovare nuovi stimoli e risorse adeguate. "Quali considerazioni si possono trarre da queste analisi -si chiede in particolare Bocca-? La prima è che la recessione economica nella quale l'Italia si trova non poteva farci sperare in risultati molto diversi da quelli ottenuti. La seconda è che l'Italia con la riforma del Titolo V della Costituzione, realizzata cinque anni or sono, che ha delegato alle Regioni ogni competenza in materia turistica, ha fatto un buco nell'acqua e la riforma si è dimostrata, purtroppo, un boomerang che ha ridotto la visibilità complessiva del Paese nel mondo. La terza -prosegue Bocca- è che l'Italia non ha un disegno di politica del turismo e la riforma dell'Enit non è stata ancora attuata appieno in quanto, per esempio, il Comitato Nazionale per il turismo, che dovrebbe definirne la mission, non è stato ancora insediato. La quarta è che l'Italia, sulla falsariga di altri Paesi europei ed extraeuropei, che dispongono di un organismo centrale di rappresentanza politica, non ha più da quasi quindici anni il Ministero del Turismo, nonostante un nostro recente sondaggio dica che il 69,5% degli italiani sia propenso alla sua reintroduzione. La quinta -incalza il Presidente di Federalberghi-Confturismo- è che l'Italia deve dare attuazione ai cosiddetti 'Buoni Vacanza', previsti nella Legge Quadro sul Turismo del lontano 2001, volti a favorire le vacanze delle famiglie italiane. La sesta è che l'Italia deve dare la possibilità alle imprese turistiche di accedere ad un credito bancario turistico agevolato all'1%, come accade in altri Paesi, per permetterci di accelerare quelle opere di ristrutturazione ed ammodernamento che ci consentano, pur in una fase recessiva, di adeguare sempre meglio le nostre strutture". "Insomma -conclude Bocca- a questo punto necessitano vere misure urgenti. Non c'è più margine per compromessi se vogliamo avere una prospettiva di rilancio già per il 2006. E la Legge Finanziaria per il 2006 deve affrontare con coraggio iniziative in campo fiscale, infrastrutturale e della promozione". Per maggiori informazioni: www.federalbeghi.it www.confcommercio.it
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