Nuove strategie per la piccola distribuzione PDF Stampa E-mail
mercoledì 07 settembre 2005

Tempi duri per la piccola distribuzione. La stagione dei saldi non ha permesso ai commercianti di risollevare la testa, le vendite hanno anzi registrato un calo del 10-15%. Di fronte a questa situazione si impongono nuove soluzioni e nuove strategie commerciali.

Secondo Ricci, presidente della Fismo, la Federazione italiana del settore moda della Confesercenti, uno dei rischi principali per i piccoli commercianti di moda (ma il discorso può essere allargato anche agli altri comparti del non food) è quello delle giacenze. Alcune aziende produttrici corrono ai ripari prendendosi una parte del fatturato, sostituendolo con prodotti nuovi. E in molti casi arrivano ad offrire assistenza nel marketing e nel visual merchandising.

Ma Ricci lancia una proposta di più ampio respiro, invitando i negozianti dei centri storici italiani a creare dinamiche riconducibili a quelle dei centri commerciali creati nelle periferie dalla grande distribuzione. Un esempio da seguire potrebbe essere quello della città di Genova, dove i negozi si sono consorziati dando vita a "centri integrati di via", che promuovono le attività commerciali presenti nelle singole vie del centro. La strada da percorrere, insomma, sarebbe quella della valorizzazione delle singole aree e vie del centro (e quindi delle attività commerciali che vi sono ubicate) trasformandole in una sorta di centri commerciali "naturali", dove i commercianti si alleano invece che farsi concorrenza. Confesercenti ha già avviato progetti analoghi a quello di Genova in città come Napoli, Bari e Catania.

Intanto la crisi delle vendite al dettaglio non risparmia neanche la gdo: secondo i dati Istat si registra la significativa e costante flessione, da 30 mesi a questa parte, in termini quantitativi, delle vendite dei prodotti non alimentari. Una flessione che investe tanto la piccola quanto la media e la grande distribuzione, segno che nemmeno le politiche di contenimenti dei prezzi con la moltiplicazione delle offerte speciali riescono più a schiodare la domanda dei beni di consumo.

Fonti
www.findonline.it
www.italiaoggi.it
www.confcommercio.it

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