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L'evoluzione nel terziario |
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venerdì 27 febbraio 2004 |
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L’evoluzione del terziario va verso tre grandi opzioni di business. Sono i dati i dati emergenti dalla ricerca Il terziario nell’economia della conoscenza: da settore residuale a motore di sviluppo. Vediamoli nel dettaglio:
- i neo-servizi, che riscoprono la cultura tipica dei servizi, ossia la personalizzazione, la flessibilità e l’eccellenza qualitativa nel rapporto col cliente. I neo-servizi approfondiscono un tratto tipico del terziario tradizionale, ma su scala più ampia e più remunerativa, grazie anche a nuovi modi di comunicare e di emozionare.
- i servizi industrializzati, che standardizzano il servizio e lo offrono a basso costo, con qualità e standard prefissati, ma facendo in modo che siano apprezzati e riconosciuti dal cliente. E’ un terziario che, per innovare, impara dall’industria, ma mordendo il freno. Infatti cerca di non appesantirsi con troppi magazzini, macchine o muri, e di introdurre, invece, spazi di dialogo e di interscambio con la domanda, tutte le volte che si può.
- i servizi connettivi, ossia tutto ciò che mette in relazione, producendo legame sociale. Tipici sono i servizi connessi al cosiddetto capitale sociale (fiducia), ai servizi ITC (comunicazione/informazione) e anche ai servizi di welfare che definiscono la qualità - ottima o pessima - della vita sociale presente nei diversi luoghi e momenti.
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