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L'Assessore al Turismo della Regione Calabria, Beniamino Donnici, ha rese note le linee guida e gli obiettivi strategici che rivoluzioneranno il futuro sistema turistico in Calabria.
La parola d'ordine per il nuovo corso del Turismo calabrese sarà 'programmazione'. Nella nuova normativa è previsto infatti un piano turistico regionale triennale. "Questo -ha spiegato Donnici- per evitare improvvisazioni e guasti che hanno caratterizzato finora la gestione del turismo in Calabria. L'obiettivo principale sarà quello di considerare il Turismo come elemento strategico per il rilancio dell'economia del nostro territorio e costruire dunque una serie di nuove opportunità d'impresa e occasioni di impiego per i giovani inoccupati". Contemporaneamente, sarà superata l'era degli APT per far posto ad un nuovo organismo regionale, che dovrà essere essenzialmente un ente strumentale, un organo tecnico, snello e funzionale con forte carattere scientifico e con compiti di monitoraggio, analisi e raccordo dei sistemi turistici locali. Gli stessi sistemi turistici non saranno enti ma associazioni che dovranno dotarsi di uno statuto e possedere alcuni requisiti considerati minimi. Tra questi, la definizione di un territorio che non comprenda solo aree marine anche i territori interni e montani in un raccordo virtuoso tra mare, montagna, storia e beni culturali. Questi sistemi dovranno produrre programmi e progetti che saranno finanziati in funzione di un'adeguata verifica della qualità e degli obiettivi. Il sistema di finanziamento sarà a progetto. Altro elemento innovativo e qualificante della nuova normativa a cui punta l'assessorato al Turismo è la cosiddetta Carta dei Turisti, una serie di norme a tutela del territorio e dei vacanzieri con la previsione di verifiche e controlli rispetto alla qualità dei servizi, alla professionalità e quant'altro di chi opera nel turismo. Si punterà molto inoltre sulla creazione di nuovi eventi importanti e duraturi nel tempo. In sostanza si vuole rinnovare il marchio e l'immagine della Calabria puntando anche attraverso gli eventi culturali, sportivi, musicali ad uscire dalla logica dei finanziamenti a pioggia per puntare sulla qualità e sulla destagionalizzazione.
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