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Per la Calabria stagione balneare disastrosa |
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martedì 13 settembre 2005 |
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Secondo Riccardo Borgo, presidente nazionale del Sib (Sindacato italiano balneari) “la stagione balneare 2005 in Calabria si è rivelata un vero disastro: da giugno ad agosto il calo di presenze in alcuni tratti di spiaggia è arrivato a sfiorare il 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno".
Parole dure, che evidenziano le difficoltà di questa stagione estiva 2005. “Le cause che conferiscono alla Calabria questo primato negativo rispetto alle altre regioni italiane -ha sottolineato Borgo- sono da attribuire ad una generale crisi economica, alle sfavorevoli condizioni atmosferiche ma, soprattutto, alla qualità delle acque che hanno costretto diversi sindaci a emettere ordinanze che vietavano la balneazione". “Per arrivare ad una soluzione definitiva del problema che coinvolge non solo il settore balneare -ha detto Borgo- ma tutto il comparto turistico della Calabria, il nostro sindacato intende concertare al più presto con i vertici dell’ente regione Calabria e gli assessori regionali che hanno competenze specifiche sull’ambiente l’immediata attivazione di tutte quelle procedure in grado di riportare le acque di balneazione ioniche e tirreniche a quella trasparenza e cristallinità per le quali sono famose nel mondo; è impensabile, infatti, dover affrontare un’altra stagione estiva nelle medesime condizioni, anche perché il permanere dell’attuale situazione ecologica comporterebbe la crisi del settore delle imprese balneari che animano le coste calabresi e, conseguentemente, la perdita di molti posti di lavoro". In quest’ottica il Sib auspica che l’amministrazione regionale convochi al più presto un incontro tra tutti coloro che possono intervenire per raggiungere questo risultato (Regione, Province, Comuni, Arpal, Autorità marittima, ecc.) con la partecipazione del sindacato di categoria.
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