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Secondo quanto affermato da Findomestic, il rapporto tra consumatori e carte fedeltà è molto complesso. Se, infatti, più della metà dei soggetti possiede almeno una fidelity card, pochissimi la utilizzano anche come carta di credito.
Findomestic lo afferma sulla base dei risultati di un sondaggio realizzato da TNS Infratest per conto della rivista Trade Business, chiedendo a un campione di circa mille individui, rappresentativo della popolazione italiana adulta, di raccontare il proprio rapporto con le carte fedeltà. Dall’indagine è emerso che il 55% degli intervistati possiede almeno una carta di supermercati o ipermercati. Il 51% dei possessori, poi, possiede più carte di insegne diverse contemporaneamente, mentre il 49% è legato ad un’unica carta. Stenta però a diffondersi l’uso della carta fedeltà come strumento di pagamento. Soltanto il 10% dei possessori, infatti, ha abilitato la funzione Credito: segno che la carta fatica a imporsi in un ambito che non sia quello strettamente legato al mondo dei super ed ipermercati. Insomma, le carte fedeltà vengono principalmente sfruttate per avere sconti sulla spesa (apprezzati dal 57% dei possessori), per poter usufruire di offerte speciali e sconti su prodotti specifici (46%) e come strumento per la raccolta punti (46%). Chi fa la raccolta punti apprezza soprattutto regali della categoria “casalinghi" (47%, principalmente donne), ma vanno forte anche le “apparecchiature elettroniche" (28%). Ma le carte fedeltà riescono effettivamente a fidelizzare il cliente? Per cercare di capirlo si possono incrociare due dati emersi dall’indagine: quello sulla tendenza a rifornirsi sempre presso lo stesso punto vendita (il 47% dei possessori dichiara di aver frequentato sempre lo stesso negozio nelle ultime dieci occasioni di spesa) e quello che vede un terzo dei possessori disposto a cambiare insegna in caso di carte fedeltà con offerte e sconti più vantaggiosi. Il che quantomeno rivela la sensibilità e l’attenzione dei consumatori nei confronti dello strumento. C’è da dire però che il possesso di più carte fedeltà sembrerebbe vanificare l’intenzione, da parte dei promotori di questo strumento, di legare il consumatore a una singola insegna. Come detto, infatti, soltanto la metà di quanti hanno una carta fedeltà risulta fedele ad un’unica catena, mentre l’altra metà è formata dai “multi-possessori". Fonti www.findonline.it
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