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E’ stata un’estate nera per il turismo italiano, almeno a leggere il 'Rapporto sul turismo italiano' preparato dall’Enit.
La stima dell’estate 2005 segnala infatti un calo significativo delle presenze di circa il 4%, con effetti diversi sui vari tipi di turismo. In particolare, diminuisce il turismo balneare tradizionale (-5,5), crollano di quasi l’11% le presenze negli agriturismi ed aumentano le presenze nelle città d’arte (+3,2%). Sostanzialmente stabile, invece, l’andamento dei comparti affari (-0,5%) e termale (+1%). Una diminuzione più sensibile si registra nel Nordovest e nel Centro Italia -più accentuata tra gli stranieri che tra gli italiani- dove le strutture alberghiere di categoria più alta ed i campeggi tengono meglio rispetto ad agriturismi e case in affitto. Il dato che emerge chiaro dalla ricerca, dunque, è che l’Italia mostra un andamento più critico rispetto a diversi Paesi concorrenti, perdendo quote di mercato in particolare nei confronti della Spagna, paese con costante crescita di presenze. Il movimento interno è stato condizionato soprattutto dalla necessità di contenere i costi. Rimangono pressoché immutati il numero e la durata delle vacanze, ma vengono affrontati in maniera più attenta e con la ricerca di risparmio sull’ospitalità e sui trasporti, approfittando delle case di parenti e amici o utilizzando i mezzi pubblici.
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