Estate 2005: segnali negativi in tutte le regioni PDF Stampa E-mail
giovedì 06 ottobre 2005

Decisa tendenza al ribasso, rispetto al 2004, per le presenze dei turisti sulle nostre spiagge. Spiccano la Calabria e l'Abruzzo, ma il segno meno ha caratterizzato, questa estate, tutte le 15 regioni bagnate dal mare.

Questi i dati raccolti da una indagine condotta dal Sindacato Italiano Balneari su un campione di 450 stabilimenti in tutta Italia, resa nota nel corso del 23° Salone Internazionale dell’Arredamento e Attrezzature per Esterni di Rimini e riportata su sito di Confcommercio.

Malgrado oltre il 70% di coloro che questa estate sono andati in vacanza abbia scelto il mare come destinazione, sono stati tanti i turisti che nel 2005 hanno disertato i nostri litorali. Il dato negativo è da imputare, senza dubbio, alle avverse condizioni climatiche e alla crisi economica che sta condizionando tutto il settore turistico. Il cosiddetto turismo ‘mordi e fuggi’ è diventato, oggi, una realtà ed il tutto esaurito negli stabilimenti balneari si registra solo in pochi week-end, quasi esclusivamente nelle vicinanze delle grandi città. “Come ogni settore che vive un momento di difficoltà dovuto ad una recessione che si fa sentire sempre più -afferma Riccardo Borgo, presidente del Sib- oggi abbiamo bisogno di certezze e di stimoli che sono elementi indispensabili per invogliare gli investimenti e motivare gli imprenditori ad alzare la qualità e la quantità dei servizi offerti. I momenti difficili -e questo certamente lo è- si superano anche e soprattutto con la voglia di migliorarsi alzando in positivo il livello della competitività. E’ proprio per queste ragioni che riteniamo indispensabile mettere mano con assoluta urgenza alla rideterminazione dei canoni demaniali marittimi, (l’aumento generalizzato del 300% previsto dalla Finanziaria 2004 è inapplicabile, come è stato più volte dimostrato), per non lasciare l’intero settore nell’incertezza, se non nel panico, che è l’esatto opposto di cui oggi il mondo balneare ha bisogno".

“Il termine ultimo assegnato ai Ministeri competenti per l’emanazione di un decreto specifico, dopo aver raggiunto l’intesa con le Regioni tramite l’attivazione di tavoli tecnici ai quali devono partecipare anche le organizzazioni imprenditoriali scade il 31 ottobre prossimo. Il sistema -ricorda Borgo- non sopporterebbe il caos cui si andrebbe incontro se non fosse rispettato questo termine. A suo tempo tutte le organizzazioni imprenditoriali di categoria hanno presentato una proposta univoca. Oggi ne riaffermiamo la validità anche se siamo assolutamente disponibili, e lo chiediamo da tempo, ad un confronto su di essa. Non sono né ottimista, né pessimista sulla possibilità di arrivare ad una soluzione, ma ribadisco: la categoria ha assoluto bisogno di uscire da una incertezza
che non è più sopportabile, ma che, anzi, è nociva a tutto il sistema turistico".

Presenze sulle spiagge secondo un sondaggio condotto su un campione di 450 imprese balneari italiane aderenti al Sindacato Italiano Balneari:
Abruzzo -15%
Basilicata -5%
Calabria -35%
Campania -10%
Emilia Romagna -10%
Friuli V. G. -5%
Lazio -10%
Liguria -10%
Marche -10%
Molise -10%
Puglia -10%
Sardegna -5%
Sicilia -10%
Toscana -10%
Veneto - 10%




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