Creapolis PDF Stampa E-mail
giovedì 13 ottobre 2005

Creapolis è la società milanese che realizza punti vendita innovativi, applicando un modello che unisce architettura, marketing e comunicazione e pone al centro del progetto il consumatore.

 Creapolis rappresenta una di quelle piccole realtà imprenditoriale del settore consulenziale (uno dei pochi comparti in rapida espansione), che partendo dalla percezione dei nuovi modelli di consumo e acquisto del consumatore post-moderno, ha saputo rielaborare in modo originale competenze “tradizionali" (di design e comunicazione) per lo sviluppo dei valori legati al brand aziendale.

Lo shopping, infatti, non soddisfa più solo i bisogni elementari ma anche desideri più complessi: attraverso ciò che si compra ed i luoghi che si visitano. Si assiste così ad uno spostamento progressivo da acquisti e consumi di prodotti/servizi a consumi di “mondi retail". In questo contesto la generazione di valore e di fatturato implica ormai la capacità di creare, attraverso i propri prodotti e i propri punti vendita, mondi attrattivi riconoscibili e distintivi. Il paradigma dell’esperienza rappresenta uno dei più forti modelli emergenti di strategia competitiva.

Nel terziario tradizionale, la progettazione e lo sviluppo del punto vendita era affidata a studi di architettura e design, che più che cercare di trasmettere i valori dell’azienda cliente, erano interessati a sviluppare e trasmettere i valori del singolo designer di fama.

Il superamento del confine tra ciò che è moda ed espressione di creatività e le esigenze economiche concrete della singola azienda cliente, rappresenta il punto di rottura dell’innovativo  modello di business implementato da Creapolis: la metodologia messa a punto da questa società colloca infatti la realizzazione del progetto del punto vendita o dello spazio espositivo all’interno di un processo più ampio che non perda di vista altri aspetti come la capacità di attrarre il consumatore finale, la coerenza di marca, la replicabilità su larga scala e l’elevata rotazione dei prodotti sul punto vendita, obiettivi economicamente rilevanti per il cliente.
Da un progetto di architettura o interior design, basati su un approccio prettamente estetico, si passa ad un vero e proprio modello di business, il Physical Brand Delivery, basato su una progettazione “in ascolto del cliente".

Esso rappresenta, nell’ottica di Creapolis il superamento della frattura tra strategia, design e comunicazione di impresa, assicurando coerenza ed efficienza al posizionamento del brand attraverso i suoi punti di vendita.

I quattro soci fondatori, provenienti da mondi fino a poco tempo fa totalmente separati e non comunicanti, quali l’architettura, la consulenza e la comunicazione, hanno sviluppato una formula imprenditoriale originale, basata sull’integrazione di profili professionali diversi.

Tra le caratteristiche distintive della formula è utile sottolineare:

  • la multidisciplinarietà dell’approccio Il disegno del punto vendita parte dall’idea che il punto vendita sia un “spazio relazionale", capace di trasformare l’acquisto di un bene in esperienza: comprendere i bisogni e le aspettative del consumatore e il rapporto che lo lega al brand sono gli elementi che contraddistinguono i progetti Creapolis. In questo senso l’architettura è solo una delle discipline necessarie al raggiungimento dell’obiettivo.
  • la condivisione degli obiettivi con il cliente. Ogni percorso progettuale prende l’avvio da un confronto serrato con il top management aziendale, l’unico ad essere a conoscenza e direttamente responsabile delle linee strategiche interne: è necessario innovare, ma sempre senza perdere di vista la coerenza dell’insegna e la possibilità di replicare il modello. La condivisione delle premesse concettuali rappresenta il punto di partenza indispensabile, poiché non è più plausibile nello scenario attuale basarsi sulla semplice intuizione o nell’ispirazione improvvisa del designer.
  • l’analiticità della fase pre-progettuale: la creazione del concept si basa su un duplice livello di analisi:
    o l’analisi delle linee guida aziendali
    o internamente viene anche sviluppata l’analisi dei modelli di relazione tra utente e luogo di vendita, capaci di cogliere i trend di fondo del commercio, trasversali ai diversi settori (ad esempio la dimensione sociale del retail sulle scelte di consumo…), applicabili allo specifico contesto.Solo dopo queste fasi e la condivisione delle linee emergenti si procede all’effettiva progettazione dello spazio di vendita.
  • La modularità dei progetti, che sanno cogliere l’esigenza di poter utilizzare lo stesso format distributivo in punti vendita di dimensioni differenziate. Ciò riveste un’importanza fondamentale (anche dal punto di vista del contenimento dei costi) se si pensa ad un modello che non sia semplicemente applicabile alle grandi superfici, bensì facilmente adattabile anche a modelli di dimensioni variabili e più contenute come quello del franchising.
  • La creazione dell’experience design, che attraverso un team multidisciplinare è in grado di valorizzare più dimensioni:
    - esperienza sensoriale (vedere, sentire, toccare…)
    - esperienza relazionale (come si viene accolti e con chi si parla)
    - esperienza cognitiva (cosa si impara)
    - esperienza economica (cosa scambio e compro)
  • La flessibilità della struttura e l’importanza rivestita dalle risorse umane, l’azienda accoglie 25 dipendenti, ma è in grado, a seconda delle singole esigenze specifiche, di creare team con personale esterno specializzato. In questo senso gioca un ruolo strategico la selezione, la capacità di saper far crescere e valorizzare e motivare il personale interno ed i collaboratori esterni.
  • La capacità di saper cogliere le nuove opportunità che dal punto di vista operativo sono in grado di fornire i nuovi sviluppi tecnologici a favore dell’interazione con il cliente finale (ad esempio nella polisensorialità).

Creapolis in cifre:

  • personale: 25 persone interne (architetti, interior design, copy writers, strategyst…)+ partner esterni
  • soci fondatori: 4 (1 esperto di comunicazione in store, 1 architetto-design director, 1 consulente, 1 esperto di marketing)
  • progetti realizzati dalla fondazione:
  • Paesi: Italia e Estero (in particolare paesi del medio oriente)

Scheda sintetica:

  • Anno di costituzione: 2001
  • Settore di appartenenza: KIBS
  • Attività dell’azienda: progettazione e realizzazione di flagship store, luoghi espositivi e uffici.
  • Mission: Ideare, disegnare e realizzare LUOGHI di consumo dove far “vivere" e comunicare i brand dei clienti.
  • Punti di forza: interdisciplinarietà del team; flessibilità e modularità del processo di progettazione; analisi pre-progettuale; metodologia di sviluppo.
  • Strategia: differenziazione rispetto all’offerta tradizionale di studi di architettura e agenzie di advertising, grazie ad un percorso progettuale condiviso con l’azienda-cliente; sviluppare l’esperienza del brand dell’azienda cliente.
  • Fattori critici del settore: notorietà dello studio di architettura e design; capacità di ascoltare il cliente; utilizzo di nuove soluzioni tecnologiche; costo di sviluppo - finanza e sistemi di pagamento
  • Posizione nel modello: significati + moduli flessibili
  • Linee di sviluppo e innovazione emergenti: comprendere le esigenze del cliente, offrendo un progetto non tanto connesso allo stile e l’estro del architetto di fama, ma soprattutto coerente con gli obiettivi comunicativi del committente e con i valori del suo brand.
  • Leve manageriali critiche dell'innovazione:
    - interne: risorse umane, strategia, marketing, organizzazione
    - esterne: management, professionalità, partner, clienti
 


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