Il terziario italiano nel panorama europeo e internazionale PDF Stampa E-mail
lunedì 03 gennaio 2005
Nel corso del decennio la terziarizzazione dell'economia italiana ha fatto sì che la struttura macrosettoriale del valore aggiunto dell'Italia sia diventata più simile a quella delle altre maggiori economie europee (Ue3: Francia, Germania, Regno Unito) e degli Stati Uniti, che presentano un terziario vicino o oltre la soglia del 70%.

 Anche in questi paesi la modernizzazione degli apparati produttivi si è associata alla crescita dei servizi avanzati ed in particolare di quelli ad alta intensità di conoscenza (knowledge-intensive o knowledge-based), sia nella componente destinata alle imprese che in quella destinata a persone e famiglie.

In termini di tasso di incremento medio il comparto ovunque più dinamico in Europa è quello dei servizi alle imprese che registra un +5,5% medio in Ue e addirittura un +7,4% in Italia.

Crescita del comparto dei servizi alle imprese in Italia e in UE (valori %):

1992 - 2000
Servizi alle imprese italiane+7.4%
Servizi alle imprese media UE+5.5%


Fonte: Filcams, 2001.

È da notare, per l'Italia, un quadro di tendenziale minore dimensione e minore concentrazione delle imprese: il terziario italiano rappresenta il 10% dell'Europa in termini di addetti e fatturato, ma si sale al 20% se si ragiona in termini di numero di imprese (Eurostat, 2001).
Nel panorama europeo dell'offerta di servizi, l'Italia rappresenta poco meno di un quinto delle oltre 12 milioni di imprese dell'Ue, ma presenta una quota di forza lavoro di poco più di un decimo e di fatturato totale. In Italia poco meno di due terzi dell'occupazione nei servizi è assorbita da imprese con meno di dieci addetti, mentre nell'area europea il peso di tale fascia di imprese è ampiamente sotto il livello del 50%. In particolare, nei settori a diretto contatto con il consumatore prevalgono le piccole o piccolissime dimensioni.
Se da un lato la situazione italiana appare, quindi, più polverizzata della media europea, d'altro canto l'Italia dei servizi fa registrare un apprezzabile incremento delle dimensioni medie aziendali, soprattutto nei settori dei trasporti e delle comunicazioni, delle attività immobiliari, dell'informatica, della ricerca e dei servizi professionali: tra il 1996 e il 2000 il numero di imprese è cresciuto del 10,3%, generando una crescita dell'occupazione del 11,4% (Istat, 2002b).


Andamento del valore aggiunto e occupazione nei servizi alle imprese in Ue e Usa (valori % 2000 sul valore aggiunto e occupazione totale):

ValoreOccupazione
Italia9.17.5
Germania13.210.0
Francia13.412.3
UK11.213.1
Olanda11.915.7
USA9.910.8
Giappone7.55.3

Fonte: OECD, 2000.

 


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