Tecnologia strategica per sicurezza, turismo, mobilità e sanità PDF Stampa E-mail
martedì 23 maggio 2006
Le tecnologie ICT come leva strategica per la realizzazione di policies. Sono quattro gli ambiti in cui l'uso delle tecnologie dovrebbe essere considerato strategico: sicurezza, turismo, mobilità urbana e sanità.

Questi gli argomenti affrontati dal convegno "Oltre l'E-Government", organizzato in collaborazione con Vision e London School of Economics and Political Science presso il Forum P.A. L'incontro ha voluto tracciare il quadro della situazione sulla diffusione e sul ruolo dell'E-Government anche alla luce di alcune esperienze concrete e comparate a livello internazionale.

Spesso il dibattito sull'E-Government si concentra soprattutto su quanto è stato realizzato a livello di politiche infrastrutturali: si parla di numeri e si sottolinea come le nuove tecnologie possano risolvere una parte dei problemi dei sistemi burocratici, che hanno registrato un fallimento nell'erogazione dei servizi. Questo il quadro introduttivo tracciato da Antonio Cordella della London School of Economics: "Il sistema burocratico è uno strumento organizzativo ma nelle democrazie avanzate è diventato anche strumento per erogare servizi in maniera equa. La burocrazia quindi, che ha fallito nell'erogare servizi negli ultimi venti anni, è un pilastro dei sistemi democratici. L'E-Government è una politica pubblica, una politica di riforma dello Stato. Il che significa che il cambiamento va valutato alla luce del fatto che i meccanismi che si vanno a cambiare hanno influenza sulla democrazia". In sostanza "si possono pensare politiche di E-Government che supportano il funzionamento del sistema burocratico", che svolgano dunque un ruolo di supporto alla burocrazia.

"Le politiche di E-Government -ha detto Cordella- anziché rimanere un problema di infrastrutture tecnologiche devono diventare elemento di discussione più ampio. Sono quindi Public Policies dove la tecnologia non è fine a se stessa ma conta cosa si vuole ottenere per cambiare la relazione fra cittadino e Stato". Così la tecnologia può essere impiegata, allo stesso tempo, come strumento che permette ai cittadini di interagire con la Pubblica Amministrazione o come strumento di supporto alle attività dello Stato, come strumento che facilita la comunicazione e che sostituisce il "cittadino postino", costretto a muovere i documenti da un ufficio all'altro. E se questa funzione viene sostituita con la tecnologia "si serve il cittadino con un'amministrazione più efficiente ed efficace".

A livello europeo l'Italia non ha una posizione negativa in termini di disponibilità di servizi pubblici online: negli ultimi anni si è infatti costruita una infrastruttura e la quota di servizi disponibili online è piuttosto rilevante. La situazione peggiora però se si considera la sofisticazione dei servizi pubblici e se si misura l'uso dei servizi online. E peggiora ancora quando si cerca di capire se sono stati avviati processi più ampi di modernizzazione della società. Il processo evolutivo che andrebbe seguito prevede quindi il passaggio dalla informatizzazione dei processi della Pubblica Amministrazione ai processi in cui le ICT siano leva strategica per le P.A., fino a una fase in cui le tecnologie diventano la piattaforma per la società dell'informazione.

Nel settore del turismo l'incontro è stato occasione per illustrare il progetto di percorso multimediale sperimentale attraverso Castello, un'area di Venezia poco nota al turismo di massa: il progetto integra audio e video, immagini, mappe e installazioni di arte interattiva. È stato ideato insieme a cinque veneziani che raccontano la città ad un turista culturale, abituato a utilizzare le nuove tecnologie (dal palmare a Internet), che spende di più, ripete la visita alla città, dedica più tempo alla visita e decide di cercare il contatto con la popolazione locale.




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