|
Un brand globale nel terzo settore - Greenpeace la conosciamo tutti. E non è dir poco per una realtà che ha solo 32 anni e poco più di 500 collaboratori a tempo pieno. Probabilmente nessuna organizzazione, almeno nessuna organizzazione legale, di queste dimensioni è mai riuscita ad avere una tale visibilità nel mondo.
Greenpeace è riuscita non solo a sopravvivere al calo di interesse verso il nucleare e l'ecologia ma anche alla 'concorrenza' di grandi e storiche organizzazioni come il Wwf o a partiti di governo come i Grlinen, e a mantenere la sua individualità senza scendere a compromessi con il mondo politico o delle imprese. Questa organizzazione rappresenta per molti versi un 'modello' organizzativo di grande interesse che, ironia della sorte, assomiglia più da vicino alle multinazionali 'leggere' createsi nel mondo delle tecnologie avanzate che non ad altre istituzioni senza fini di lucro. Nel mondo Greenpeace ha 3 milioni di sostenitori in 160 paesi ma è presente direttamente con 32 uffici in 22 nazioni. Si tratta di strutture autonome con 20-40 collaboratori a tempo pieno coordinate da un 'executive director'. Al centro della rete c'è Greenpeace International, uffici ad Amsterdam, circa 100 dipendenti a tempo pieno. Ogni sede nazionale è finanziariamente autonoma (con alcune eccezioni come quella di Mosca o Nuova Delhi) e, anzi, finanzia la sede centrale versando un sesto delle sue entrate. I quadri di Greenpeace sono estremamente qualificati: lavorare con Greenpeace è la massima ambizione per diverse decine di migliaia di giovani nel mondo, e l'organizzazione può scegliere il meglio. Pur pagando retribuzioni da organizzazione no-profit, Greenpeace strappa brillanti ricercatori alle multinazionali, diplomatici di sicura carriera ai governi, lobbysti ed esperti alle organizzazioni internazionali. Dietro l'immagine creativa e 'garibaldina' c'è insomma una realtà professionale: grande attenzione a ogni aspetto organizzativo e strutturale, capacità di amministrare in modo da ottenere il massimo effetto. Compiti che ricadono soprattuto sugli executive director delle varie sedi. |